Touch Design

Delfini e touchscreen

Come è noto i delfini sono una delle razze animali più intelligenti, quelli che da sempre riescono ad interagire con l’uomo in una modalità che non si fatica a definire evoluta. Ricercatori, scienziati e animalisti non finsicono mai di stupirsi quando si trovano di fronte delle nuove dimostrazioni di quanto il cervello di questi splendidi mammiferi acquatici sia in grado di capire e di trarre conclusioni quasi come quello dell’uomo.

Non si fatica ad immaginare dunque quanto le nuove tecnologie potrebbero essere utili per esplorare altri confini dell’intelligenza degli animali: lo scopo ultimo e più ambizioso sarebbe quello addirittura di poter dialogare con loro, di riuscire a capirli e a farsi capire. Già qualche anno fa c’era stato un esperimento in questo senso. Presso il centro di studi acquatici di Puerto Aventuras, in Messico, si trovava ospitato un piccolo delfino di due anni che era stato chiamato Merlin. Gli scienziati di un’organizzazione no-profit chiamata SpeakDolphin avevano deciso di provare ad interagire con l’animale usando un iPad. L’esperimento era andato molto bene: gli uomini mostravano prima al delfino un oggetto reale, come ad esempio una palla, e poi glielo facevano vedere sullo schermo. Toccandolo, lui doveva dimostrare di averlo riconosciuto, cosa che puntualmente riusciva a fare. D’altro canto, come dicevamo, che le capacità intellettive dei delfini siano sempre state molto evolute non è una novità. Ad esempio, sappiamo per certo che è uno dei pochissimi animali in grado di riconoscere la sua immagine riflessa in uno specchio. Adesso sembra che si stia cercando di andare ancora oltre. A sperimentare un nuovo metodo di comunicazione tra esseri umani e delfini è un gruppo di ricerca dell’Hunter College e della Rockfeller University. Stavolta non si pensa di usare un qualunque tablet, ma è stato costruito un enorme schermo touchscreen capace di resistere anche sottacqua studiato appositamente per l’interazione con i delfini. L’intento è quello di studiare il loro comportamento una volta che entrano in contatto con questo marchingegno per loro estraneo, e soprattutto cercare di capire meglio il loro linguaggio e il loro modo di comunicare. Al fine di infastidire il meno possibile il loro habitat naturale lo schermo non viene immerso in acqua ma viene posto al di fuori della vasca dove si trovano questi mammiferi acquatici. Il riconoscimento avviene quindi attraverso la comunicazione visuale. Il primo obiettivo che si intende raggiungere è capire se i delfini sono in grado di comprendere la funzionalità dello schermo richiedendogli i materiali che contiene, ad esempio video o immagini. Secondo Diana Reiss, dell’Hunter College, questo metodo servirà ad aprire una sorta di finestra sul mondo segreto dei delfini, poiché questo modo inusuale di interagire permetterà agli studiosi di analizzare degli aspetti del loro comportamento che fino ad ora sono rimasti sconosciuti. La prima cosa che si è potuta notare è che i delfini, come d’altro canto hanno sempre dimostrato di essere, sono curiosi ed intelligenti. Non si ritraggono impauriti davanti alla novità ma anzi sembrano ansiosi di scoprirne il funzionamento. Un piccolo delfino, senza che nessuno lo abbia spinto o costretto, ha cominciato di sua spontanea iniziativa a giocare con un’app molto simile a quella usata dai ragazzini, in cui deve intercettare dei pesciolini. Lo ha fatto senza alcun imbarazzo. I delfini oggetto di questo esperimento si trovano nell’Acquario Nazionale di Baltimora, e nella loro vasca sono anche stati posti dei dispositivi in grado di registrare ogni loro reazione.

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