Touch Design

Design e Moda: Tute Spaziali

La moda è sempre stata una parte importante della cultura di ogni popolo, passano i secoli e le tendenze ritornano o ne escono di nuove. Sempre al passo con i tempi, la moda si evolve ma quel che è certo è che non ne faremmo mai a meno. Forse siamo un po’ schiavi della moda, tanto che pure nello spazio per le nostre avventure intergalattiche non voliamo essere da meno. Vietato sfigurare anche in mezzo agli extraterrestri!

Scherzi a parte, ora è il momento di fare seri a la Nasa ha deciso di cedere alle manie della moda, infatti sta progettando dei nuovi modelli di tute spaziali. Modelli “Bio” fatti di tessuti aderenti e leggerissimi, per facilitare i movimenti degli astronauti. Un pizzico di stile, con un tocco fashion ecco cosa mancava all’uomo quando indossa questo tipo di abbigliamente decisamente estremo: ossia le tute spaziali. Le tute, già in fase avanzata di progettazione, saranno più leggere e dotate di appositi sistemi portatili per la sopravvivenza, riducendo così l’ingombro degli attuali zaini usati tuttora.

Saranno comunque sempre dotate di casco e pressurizzate, perché se si fa un viaggetto sulla Luna, su Marte o su qualche asteroide non si può certo rinunciare ad un “accessorio” così vitale! Come le sfilate d’alta moda nelle più importanti città del mondo, anche le tute spaziali hanno avuto la propria passerella. Certo forse un po’ più speciale, o per meglio dire... spaziale! Ciò che conta però è che le tute spaziali non sono una novità. Nascono molti anni fa, prima ancora che gli uomini riuscissero a raggiungere lo spazio, questo perchè gli scienziati sapevano già che sarebbe stato impossibile lasciare l’astronauta fuori dalla navicella, la soluzione migliore era quindi realizzarne una portatile e indossabile.

Il primo uomo ad indossare la tuta spaziale fu nel 1961 un russo di nome Jurij Gagarin. Era il primo primo programma spaziale russo e Gagarin assieme a tutti i suoi colleghi astronauti indossava la tuta SK-1, un avveniristico modello di colore arancio-rosso dotato di un sistema di ventilazione a ciclo aperto e il cui peso era di 25 kg.
Gli americani certo non volevano essere da meno, rispondendo ai russi con il modello MK-IV, una tipologia di tute spaziale con un tocco fantascientifico grazie al colore argento. Le tute spaziali americane erano state ideate prendendo ispirazione da quelle dei piloti della Marina.

Passano gli anni e in tempi piuttosto brevi la moda delle tute spaziale si evolve, arrivando alle storiche tute lunari Apollo. Di colore bianco, con un peso di ben 90 kg (zaino compreso), formate da diversi strati in modo da poter proteggere gli astronauti da eventuali micrometeoriti, sbalzi estremi della temperatura e fasci di radiazione presenti nello spazio esterno. Negli anni successivi il modello di tuta spaziale Apollo è stato usato come base per realizzare una variante modificata che si chiama Emu, attualmente indossata in alternanza con il modello russo Orlan dagli astronauti della Stazione spaziale.

Le tute spaziale di fatto però erano tutte identiche, quindi per poter distinguere il comandante della missione, questo usa una fascia rossa su braccia, gambe, braccia e casco (un po’ come la fascia sul braccio del capitano durante la partita di calcio). Ora attendiamo il futuro e i nuovi modelli di tute spaziali leggere Z-1 che saranno pronti nel 2015, mentre la Nasa ha già iniziato a progettare il prossimo modello: una bio-tuta aderente che non ingobra e permette all’astronauta di muoversi liberamente ed inoltre è perfettamente pressurizzata.

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