Touch Design

Deskotopography: tutto diventa touch

La ricerca sui dispositivi touch non si arresta nemmeno per un momento e va in due direzioni. Da una parte ci sono gli scienziati che desiderano rendere i touchscreen sempre più sensibili e meno fragili, dall’altra c’è chi vuole superare il concetto stesso di “schermo” spingendosi ancora oltre. Qualcosa era già stato tentato qualche mese fa quando Sony ha svelato un nuovo dispositivo, Xperia Touch, in grado di trasformare qualunque superficie in uno schermo touch.

Adesso il gruppo Future Interfaces della Carnegie Mellon University, guidato dal Robert Xiao, ha fatto un altro passo in avanti in questa direzione, creando un dispositivo che ha preso il nome di Desktopography e che unisce un’estrema semplicità di costruzione e utilizzo ad un’efficacia davvero sorprendente. Anche in questo caso, così come era accaduto per il prototipo di Sony, si tratta di un proiettore in grado di trasformare praticamente ogni superficie in uno schermo touch. Tutto quello che occorre, oltre al proiettore stesso, è una lampada munita di una lampadina di dimensioni standard. Desktopography sfrutta un sensore di profondità e un computer per proiettare le immagini sulle superfici; la cosa più stupefacente è che le proiezioni si muovono per evitare di sovrapporsi ad eventuali oggetti che si possono trovare sulla superficie sulla quale si sta proiettando. Il proiettore deve semplicemente essere avvitato alla presa di una lampadina qualunque per funzionare, e in più da essa trae anche la sua alimentazione: quindi, a differenza di uno smartphone, non si scarica mai. Desktopography può proiettare qualunque cosa su una scrivania, ad esempio una mappa, e l’utente può interagire con la proiezione o muoverla, esattamente come farebbe sullo schermo touch di uno smartphone o di un pc. Come già detto, se una delle icone proiettate finisce su un oggetto, subito esso viene spostato in una zona libera. Ma si può anche decidere diversamente: si può agganciare un’immagine proiettata ad un oggetto fisico così che, quando lo si sposta, ciò che vi è sopra si sposta con lui. Xiao dice Desktopography è un tentativo di portare la realtà aumentata nella vita di tutti i giorni senza dover necessariamente usare sensori o altre parti elettroniche da applicare alle superfici. A differenza di altri dispositivi simili, come HoloLens di Microsoft e Meta 2 di Meta, Desktopography non richiede l’uso di dispositivi da indossare per produrre immagini e non ha bisogno dello smartphone per creare immagini virtuali. Xiao, che è un giovane studente laureato ma ha dimostrato un grandissimo entusiasmo nel portare avanti questo progetto, spiega qual è lo scopo ultimo del suo lavoro: rompere quella barriera invisibile che da sempre sembra esistere tra il reale e il virtuale per permettere a quest’ultimo di irrompere davvero nella nostra quotidianità anche in modo “fisico”.Ovviamente quelli che sono stati mossi fino ad ora non sono che i primi passi di un lungo percorso: ne deve passare di acqua sotto ai ponti prima che Desktopography possa essere commercializzato. Gli ostacoli più grandi si prevedono nella messa a punto della telecamera che dovrebbe essere abbastanza sofisticata da intuire il punto in cui si posa l’estremità del dito anche quando la mano ne copre il raggio d’azione. Inoltre appare anche arduo rendere il tutto abbastanza piccolo e maneggevole senza avere problemi con la dissipazione del calore generato del dispositivo. Xiao, cercando di dare una stima realistica, ha parlato di 5 anni prima che Desktopography possa davvero entrare nella vita di tutti noi.

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