Touch Design

I bambini e il touchscreen

Al giorno d’oggi i dispositivi portatili come tablet e smartphone sono sempre più diffusi, e fare in modo che i bambini piccoli non entrino in contatto con loro fin dai primissimi mesi di età sembra quasi impossibile. Questa però è una tematica che preoccupa molto i genitori.

Si teme infatti che un precoce approccio alle nuove tecnologie possa in qualche modo inficiare il corretto sviluppo del bambino, allontanandolo da modalità di conoscenza del mondo più “tradizionali”. Non è ovviamente neppure lontanamente ipotizzabile l’idea di privare del tutto i più piccoli di questi dispositivi, sui quali si baserà gran parte del loro futuro anche a livello lavorativo: il quesito è piuttosto rispetto al momento più opportuno per introdurli nella loro vita. Al momento studiosi, psicologi ed esperti in materia infantile non sono ancora riusciti a dare una risposta univoca, per cui il momento in cui decidere di mettere in mano ai propri figli uno smartphone o un tablet è a totale discrezione dei genitori. Molto spesso dipende anche dal loro personale grado di confidenza con questi device. C’è però uno studio, i cui risultati sono stati resi pubblici recentemente, che indaga un altro aspetto dell’interazione tra bambini e dispositivi tecnologici, ed è quello che riguarda il touchscreen. La domanda a cui si è cercata una risposta è la seguente: l’uso dello schermo multimediale può in qualche modo influire sul corretto sviluppo psicomotorio del bambino? Tutti noi sappiamo infatti quanto la conoscenza del mondo proceda per i più piccoli soprattutto attraverso il tatto e la manipolazione degli oggetti. I bambini amano prendere in mano oggetti, mordicchiarli, girarli e rigirarli tra le dita per comprenderne la forma. L’approccio con una tavoletta multimediale invece implica il movimento di oggetti puramente virtuali, che non hanno tridimensionalità, non possono essere annusati né messi in bocca. Un gruppo di esperti della University of London hanno così pensato di chiedere direttamente alle famiglie qual è il rapporto dei loro figli con gli schermi touch. Hanno inviato on line 715 sondaggi ad un campionario di famiglie a cui sono stati posti diversi quesiti utili ad indagare il processo di crescita dei loro bambini. Ad esempio, si è chiesta l’età in cui il piccolo ha cominciato ad acquisire la capacità di mettere in pila gli oggetti (che è il segno dello sviluppo della capacità motorie), o il momento in cui ha iniziato a parlare componendo espressioni di senso compiuto. I risultati sono poi stati pubblicati sulla rivista “Frontiers of Psychology” e sono apparsi piuttosto confortanti. In linea di massima non si sono riscontrate particolari interferenze tra l’uso del touchscreen e la normale crescita psicofisica dei bambini. Anzi, al contrario è apparso come in una fascia di età compresa tra i 19 e i 36 mesi i piccoli che usano dispositivi con schermo touch abbiano uno sviluppo motorio precoce, ovvero riescono con un po’ di anticipo ad impilare gli uni sugli altri dei blocchi. Questo risultato non è che una conclusione presa su un campione molto ristretto e le ricerche in questo campo vanno avanti, perché è di fondamentale importanza capire che impatto possono avere le nuove tecnologie sui bambini. Quello che però fino ad ora è apparso evidente è che forse siamo soprattutto noi adulti a farci tanti problemi, mentre i più piccoli si adattano con facilità ad ogni cambiamento, anche quello che a noi appare più strabiliante e futuristico. Non è un caso se le nuove generazioni vengono definite dei “nativi digitali”.

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