Touch Design

Il touchscreen che fa sentire gli oggetti

Secondo molti esperti il touchscreen è decisamente lo schermo del futuro. Sembra ormai assodata la fine e l’obsolescenza progressiva dei dispositivi che usano uno schermo di tipo classico, a favore sempre più delle superfici touch. Negli ultimi anni abbiamo avuto modo di ammirare in diversi modi questa tendenza.

Quello che attualmente i ricercatori delle maggiori aziende del settore tecnologico stanno cercando di fare è mettere a punto un apparecchio che sia in grado di trasformare in touchscreen qualunque superficie. In questo modo un giorno ormai prossimo sarà possibile interagire con una parete, con la superficie di un tavolino, con la nostra stessa pelle, impartendo comandi allo smartphone o al pc. Inoltre si stanno cercando di mettere a punto degli schermi touch flessibili, che si possano arrotolare come una pergamena, che possano essere curvati e messi in tasca. Insomma il futuro è touch: ma, curiosamente, i ricercatori stanno lavorando anche in un’altra direzione, che finora è sembrata pressoché inattingibile. Se fino ad adesso lo sforzo è stato quello di eliminare il pulsante, adesso il desiderio è di recuperare la sensazione tattile che ci davano i pulsanti sotto i polpastrelli. Il più immediato beneficio, qualora si riuscisse a rendere attraverso uno schermo touch la sensazione fisica di quando si tocca un oggetto tridimensionale, sarebbe per gli ipo e non vedenti. Ma sarebbe un vantaggio per tutti, in quanto noi ci facciamo guidare dal tatto molto più di quanto non crediamo. Fino ad ora, però, non si era trovato il modo di restituire al tocco la sensazione di una superficie non liscia. Questo perché nemmeno i computer più potenti erano in grado di calcolare con esattezza le forze che vengono scambiate tra il polpastrello umano e il touchscreen. Questo è infatti il valore di base su cui lavorare per poi poter “costruire” la sensazione dell’attrito. Adesso però le cose potrebbero cambiare ed evolversi rapidamente, visto che il modo di calcolare questa forza è stato trovato. Hanno lavorato sul progetto, in sinergia, il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, il Peter Grunberg Institute del Forschungzentrum Juelich (Germania), la Faculty of Engineering and Natural Sciences della Istanbul Bilgi University (Turchia) e il College of Engineering della Koc University (Turchia). A spiegare cosa è stato fatto, e che cosa si cercherà di fare, è Michele Scaraggi, ricercatore di Meccanica Applicata alle Macchine. Scaraggi ha spiegato, all’interno dello studio pubblicato sulla rivista “National Academy of Sciences”, che il gruppo di ricerca è riuscito a mettere a punto un modello computazionale molto facile da gestire che è riuscito infine a calcolare con esattezza qual è lo scambio di energie che avviene tra il dito umano e lo schermo touch. Queste energie si traducono sotto forma di attrito, il quale è anche ciò che ci permette di distinguere tra una superficie perfettamente liscia (come è quella di un touchscreen) e una invece non liscia. Al fine di trasmettere al polpastrello una sensazione diversa si deve agire dell’elettroadesione. Si generano cioè delle cariche di segno opposto tra schermo e dito, che conferiscono la sensazione di star toccando qualcosa che ha una superficie corrugata e non liscia. Le cariche elettriche agiscono sulle terminazioni nervose che, di conseguenza, portano l’impulso al cervello. Ecco che in questo modo sarà possibile intuire con il solo tatto dove si trova un’app, e avviarla. Addirittura questo potrebbe avere applicazione nell’e-commerce, permettendo di “toccare con mano” la superficie di un oggetto per apprezzarne al qualità. Per ora si stanno solo muovendo i primi passi in questa direzione, ma la strada sembra tutta in discesa.

Benvenuti nel sito di Touch Design. Questo portale tratta di temi e notizie riguardanti il design in generale, campo in cui l'Italia eccelle da sempre. Se anche tu sei appassionato di design, architettura e temi affini, seguici regolarmente!