Touch Design

L’uso del touchscreen e le matite

Quando eravamo bambini una delle attività che maggiormente ci divertiva era tenere in mano dei pennarelli colorati o delle matite colorate per poter riempire i nostri disegni delle tinte che ci suggeriva l’immaginazione. Ma cosa sta succedendo ai bambini di oggi, quelli che vengono definiti “nativi digitali” perché fin dai primissimi anni di vita hanno a disposizione dei dispositivi tecnologici che consentono loro di fare molte più cose di quelle che potevamo fare noi alla loro età?

La questione è al vaglio di psicologi e pediatri, che manifestano preoccupazione di fronte ad alcuni dati che emergono ormai con netta evidenza dall’osservazione dello sviluppo cognitivo dei bambini di pochi anni. Il concetto di base da cui partire è molto semplice. Per noi gli strumenti tecnologici sono stati un “innesto” successivo alla manualità. Prima abbiamo imparato a fare le cose con le mani e usando il nostro ingegno; poi sono arrivati i computer, gli smartphone e i tablet. Per i nostri figli non è così: già prima di compiere due anni hanno iniziato ad usare gli schermi touch, grazie ai quali possono fare tutto quello che facevamo noi, e anche molte più cose, a dirla tutta. Il punto, però, è che se a noi questi strumenti vengono sottratti, siamo ancora in grado di svolgere le operazioni che dobbiamo portare a termine nella maniera “tradizionale”. E i nostri bambini? In base a quanto osservato sulle nuove generazioni, sembra proprio di no. Quella che è cambiata radicalmente, e a ben pensare non dovrebbe stupirci nemmeno più di tanto, è proprio la manualità. Un bambino di oggi non è nemmeno più in grado di tenere correttamente in mano una matita, non è in grado di afferrarla, e tantomeno di usarla. Per colorare e disegnare, infatti, lui usa il tablet, e non sviluppa quei muscoli sottili che servono per impugnare una penna. La questione della manualità sconfina in quella delle capacità cognitive: non essere neppure in grado di scrivere il proprio nome con una penna può inficiare in modo notevole la crescita intellettiva del ragazzo. A lanciare l’allarme è, in primis, la National Handwriting Association (NHA), la quale mette in guardia i genitori dall’abuso degli schermi touch in mano ai bambini piccoli. Come per ogni cosa, sarebbe opportuna una corretta via di mezzo: non vietare i dispositivi tecnologici, che saranno di fondamentale importanza nella vita dei ragazzi, ma fare sì che essi prima sviluppino la manualità di base, quella che consente di manipolare le cose e usarle in modo corretto. Non solo, invece, sembra che circa il 58% dei bambini non sia più in grado di usare nel modo giusto la matita e la penna, ma i piccoli non sanno più neppure manipolare la plastilina, tenere un paio di forbici, disegnare. Questo perché i muscoli di mani, spalla e gomito non vengono esercitati come dovrebbero. Oltre a questo, l’uso dei device tecnologici ha cambiato in generale lo stile di vita dei nostri figli. Sono diventati molto più sedentari e molto meno inclini a sviluppare relazioni sociali. E tutto questo ha subito un notevole peggioramento negli ultimi 10 anni. La voce unanime degli analisti e degli esperti che si stanno occupando di studiare queste problematiche è di correre subito ai ripari. Non imparare a scrivere a mano potrebbe infatti compromettere l’intero sviluppo di un ragazzo, in quanto questa è un’abilità che ci accompagna per l’intero corso della nostra esistenza e che ci aiuta a mettere nella giusta comunicazione il cervello e il corpo.

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