Touch Design

La bottiglia di vino smart e touch: avrà un futuro?

Tutti ormai sono convinti del fatto che il futuro della tecnologia si andrà orientando sempre più nel mondo del cosiddetto “Internet of Things”, vale a dire internet applicato alle cose. Questa idea si rifà al concetto di realtà aumentata: la nostra vita verrà semplificata da oggetti e dispositivi che renderanno il nostro mondo sempre più interattivo, semplificando al massimo le operazioni da svolgere quotidianamente.

Non si parla solo di domotica, o di occhiali smart o di fitness tracker. Si parla proprio di un universo fatto di oggetti interattivi, anche quelli che apparentemente sembrano più lontani dal mondo della tecnologia. Ad esempio, chi avrebbe mai pensato che una bottiglia di vino potesse diventare smart? Ebbene, c’è stata una start up che non solo lo ha immaginato ma lo ha anche realizzato. La Kuvée è (o, sarebbe meglio dire, era) un’azienda di Boston che ha avuto l’idea di creare un “guscio” interattivo per il vino che potesse accontentare anche il più raffinato intenditore del nettare di Bacco inondandolo letteralmente di informazioni. La bottiglia smart di Kuvée, più che una bottiglia, è un involucro ipertecnologico fatto completamente di schermi touch. Non appena si inserisce al suo interno una “cartuccia” piena di vino, ecco che sullo schermo vengono visualizzate tutte le informazioni che si possono desiderare sul vino che si sta per degustare. Quindi si va dalle solite indicazioni normalmente presenti su un’etichetta cartacea di tipo tradizionale (annata, provenienza, gradazione alcolica) fino ad una serie molto più dettagliata di caratteristiche, ad esempio l’ubicazione delle vigne, le procedure di vinificazione, o la storia della cantina produttrice. Tutti questi particolari possono essere interessanti e utili per il consumatore, ma la caratteristica che avrebbe potuto rendere vincente la bottiglia Kuvée era un’opzione a cui la start up stava lavorando, vale a dire la possibilità di mantenere intatto il sapore del vino fino a 30 giorni dalla sua apertura. Normalmente una bottiglia, una volta aperta, va consumata entro pochi giorni, quindi questa caratteristica avrebbe potuto essere vincente. Si parla al passato e con il condizionale perché purtroppo l’avventura della giovane start up è terminata dopo pochi mesi dal suo avvio. Ufficialmente si sono addotti a motivo gli incendi che hanno devastato la California in autunno e che hanno impedito all’azienda di prepararsi adeguatamente per il Natale; la verità è che il prodotto era davvero poco appetibile per diversi motivi. Il primo è che il guscio-bottiglia, da solo, aveva un costo di 180 dollari. Non precisamente economico, per un’autonomia di appena sette o otto ore. Le cartucce di vino, oltre ad essere a loro volta abbastanza costose (dai 15 ai 50 dollari) erano prodotte solo ed esclusivamente da Kuvée e questo, alla lunga, avrebbe potuto portare dei problemi di approvvigionamento. In sostanza questa avventura è naufragata, ma non vuol dire che sia stato abbandonato il sogno di creare una bottiglia smart nel futuro. La Kuvée ha infatti messo in vendita le tecnologie che aveva sviluppato e messo a punto per la creazione del suo guscio. Oltre ad essere touch, la bottiglia era anche dotata di wi-fi e tramite essa stessa sarebbe stato possibile ordinare la cartucce di ricambio. L’idea di base, non del tutto da scartare, potrebbe essere ampliata e migliorata in futuro, anche se resta un problema di fondo: riempire le cartucce di un vino davvero degno di questo nome!

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