Touch Design

I nativi digitali e l’uso del touchscreen

La rapidissima evoluzione tecnologica che si è verificata negli ultimi anni ha cambiato enormemente molte delle nostre abitudini quotidiane. Se fino ad una decina di anni fa ancora solo in pochi possedevano un telefonino, oggi praticamente tutti dispongono di uno smartphone, il cellulare di ultima generazione capace di navigare in internet e interagire con il mondo circostante.

Al tradizionale computer desktop si sono affiancati laptop e tablet, e oggigiorno la maggior parte delle pratiche più comuni, come fare shopping, pagare una bolletta, o controllare il proprio conto bancario, si fanno per via telematica, attraverso siti e applicazioni. Anche la televisione ormai si guarda prevalentemente in streaming. Resta però il fatto che, per la maggior parte delle persone oggi adulte, tutto questo è una sovrapposizione culturale sopraggiunta in età avanzata; le cose diventano davvero sorprendenti quando si valuta l’atteggiamento dei più piccoli di fronte alle nuove apparecchiature elettroniche. Molti di noi ancora hanno qualche difficoltà nell’usare con disinvoltura il touchscreen, e spesso ci sentiamo imbarazzati nel non saperne utilizzare adeguatamente tutte le molteplici possibilità. Questo non accade invece ai più piccoli, che dimostrano di possedere una disinvoltura tale da valergli l’appellativo di “nativi digitali”. Non c’è bisogno di consultare gli studi degli esperti per accorgersene: chiunque abbia avuto modo di osservare un bambino di età compresa tra i 12 e i 25 mesi ha potuto notare con i suoi occhi l’abilità istintiva con la quale sa usare uno schermo con tecnologia touch. Se sia un bene o un male è ancora un dilemma molto discusso, e a tal proposito sul British Medical Journal è stato pubblicato uno studio relativo al rapporto dei bambini con le nuove tecnologie, reso noto attraverso il portale on line “Archive of disease in childhood”. Gli studiosi hanno fornito a genitori di bambini di età compresa tra i 12 mesi e i 3 anni dei questionari da compilare. Le domande riguardavano le abitudini dei piccoli in materia di utilizzo delle nuove tecnologie: si è chiesto ai genitori se i propri figli dimostravano interesse nell’uso di schermi touch, se mostravano di essere in grado di usarli, se sapevano navigare tra le app e se avevano mai scaricato qualche app specifica per bambini. I risultati non hanno sorpreso più di tanto. I genitori hanno infatti detto che i loro figli sono in grado di usare tablet e smartphone e anche di farlo con cognizione di causa, ovvero di saper trovare quello che cercano e di sfogliare le varie possibilità presenti. Ovviamente questo accade per emulazione: i piccoli vedono mamma e papà usare dispositivi touch e quindi lo fanno a loro volta, solo che lo fanno meglio. Alcuni inoltre sono davvero precoci, e iniziano ad usare i dispositivi dei genitori prestissimo. Quindi, è giusto o no dare loro in mano smartphone o tablet? La risposta dei pediatri oggi è cambiata rispetto a qualche anno fa. Adesso i device portatili non vengono più demonizzati, perché si sono enormemente evoluti e possono contribuire, al pari di altri giochi tradizionali, a sviluppare la creatività e la fantasia dei bambini. L’unica accortezza che si invitano i genitori ad avere è di controllare sempre con attenzione quali sono le app che usano i più piccoli. Anche quelle pensate appositamente per loro, infatti, possono non avere una qualità adeguata. Quindi, con il giusto monitoraggio da parte degli adulti, anche i dispositivi con touchscreen possono contribuire ad una crescita sana ed armoniosa dei bambini; tanto più che per loro, nel mondo del futuro, sarà indispensabile saper usare tali attrezzature tecnologiche.

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