Touch Design

Nel fast food del futuro saremo serviti dai touchscreen

Le nuove tecnologie ormai la fanno da padrone in moltissimi ambiti della nostra vita quotidiana, e a quanto pare molto presto entreranno a far parte anche dei settori più insospettabili. D’altro canto, le grandi realtà commerciali devono fare tutto il possibile per tenersi al passo con i tempi e per sbaragliare la concorrenza, e la grande dimestichezza che ormai la maggior parte dell’utenza ha con i nuovi dispositivi informatici può essere un buon modo per far leva sui gusti delle persone.

Basti dire che persino un colosso come McDonald’s ha dovuto elaborare una nuova strategia, dopo il suo “annus horribilis”: nel 2015 infatti è stato maggiore il numero dei ristoranti che sono stati chiusi rispetto a quelli che sono stati aperti, per la prima volta nella storia della nota catena di fast food. McDonald’s deve difendersi dai molti gruppi concorrenti e in costante crescita che ormai sono proliferati sulla sua scia, e anche con le nuove esigenze di cibo sano che arrivano dalla sua clientela. A questo punto, la dirigenza dell’azienda deve aver pensato che era necessario dare uno scossone radicale: e così a Chicago è stato inaugurato un nuovo ristorante della catena che presenta delle caratteristiche davvero uniche e sui generis. La prima cosa che si nota entrando è un restyling radicale. Sono cambiati i colori dominanti nelle sale, anche se il bancone di servizio sembra pressoché invariato. Ma la novità vera, e clamorosa, riguarda i chioschi per il servizio automatico. Si tratta di grandi pannelli touchscreen ai quali gli avventori possono decidere in assoluta autonomia che cosa desiderano, che tipo di panino vogliono ,e personalizzarlo in tutto e per tutto. Attraverso gli schermi touch si inoltra l’ordine e poi si viene serviti al tavolo. Che sia questo il futuro dei ristoranti, ivi compresi i fast food? In effetti, l’uso di questo sistema automatico di ordinazione sembra corrispondere sempre più da vicino alla vocazione al “fast”, ovvero alla velocità nella consumazione. I ristoranti del McDonald’s sono d’altro canto stati studiati in questo senso fin dagli esordi: i colori, le sedie scelte, tutto è pensato in modo tale da stimolare il cliente ad essere più rapido possibile nell’ordinare e poi consumare il suo pasto, in modo tale da lasciare velocemente il posto libero per il prossimo avventore. Il chiosco multimediale sembra ottemperare a questa stessa finalità, oltre ad offrire molte altre prerogative di semplificazione degli ordini. Anche al McDrive la possibilità di ordinare tramite touchscreen è stata accolta favorevolmente, perché in questo modo si possono accelerare i tempi di attesa. Il touchscreen offre poi molte possibilità interessanti, come quella di presentare automaticamente il menu del giorno, spesso deciso anche in base alle condizione metereologiche. Il feedback dei clienti è stato variegato. C’è chi si è detto entusiasta, chi invece è rimasto un po’ colpito dalla freddezza di questi nuovi mezzi di ordinazione. La preoccupazione più diffusa riguarda la possibilità che il lavoro umano venga mano a mano completamente sostituito con macchine e robot, ma i dirigenti del McDonald’s porgono le loro rassicurazioni. Infatti per il punto vendita di Chicago, nonostante l’introduzione dei chioschi multimediali, non è stato licenziato nessuno, al contrario, è stato assunto nuovo personale preposto a dare assistenza ai clienti alle prese con le novità. Ma sarà così anche in futuro?

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