Touch Design

Ubuntu per dispositivi portatili sì, ma non “Touch”

In questo 2014 si è già discusso parecchio a riguardo della programmazione di Ubuntu ad appannaggio di dispositivi tablet e smartphone. É splendido che sia nato questo fenomeno, ma non si può non constatare uno sbaglio, anche piuttosto grossolano, che riguarda l'etichetta data al sistema operativo, Ubuntu Touch appunto.

A dire il vero tale disguido deriva direttamente da Canonical, dato che in principio fu suggerito, come nome per l'os Ubuntu dedicato a tablet e smartphone, Touch, e una grande quantità di notizie inerenti alla programmazione furono inserite nella categoria omonima del relativo wiki. Ma è bene dire, fugando ogni dubbio, che non vi è alcun Ubuntu Touch. Infatti non si tratta di un os differente, e neanche di un altro sistema. Esiste quindi un unico os, ed è appunto Ubuntu. Nel momento in cui si cita Ubuntu Touch ci si sta, probabilmente, riferendo alla versione del sistema operativo montante l'edizione otto di Unity. Insieme alla shell, e all'interfaccia, si tratta del medesimo os presente su pc. Dunque rimane tutto invariato. Si tratta infatti del medesimo file system, delle medesime applicazioni, e l'edizione di queste ultime è uguale, dato che sono state sviluppate entrambe dal medesimo pacchetto originario. Le informazioni calendar risultano essere nella posizione di sempre, i file video e audio sono visualizzabili e udibili con le medesime modalità, e persino le API risultano le stesse fra pc e dispositivi mobile. Ora resta da precisare perché la denominazione sia così essenziale. Non si tratta unicamente di chiamare in modo corretto il sistema operativo dedicato ai dispositivi mobile, ma anche di specificare quanto entusiasmante sia possedere l'Ubuntu originale all'interno del proprio smartphone o tablet. Infatti non ci si sta riferendo a una piattaforma Linux montata su mobile con applicazioni dimezzate, in termini di numero e prestazioni, o di un sistema funzionale unicamente in ambito portable e inutilizzabile su personale computer. Si tratta del contrario anzi, dato che si sta parlando di un os pienamente performante su entrambe le piattaforme fisiche, dalle prestazioni ottimali sia in ambito pc che portatile. Tale è la filosofia di portabilità di Unbuntu, un sistema integrato e integrabile che, fin'ora, nessuno ha adottato con successo. Infatti Android non è usabile su computer, così come OSX e Chrome OS non risultano affatto performanti su smartphone. Addirittura Microsoft ha edificato due sistemi distinti a seconda della destinazione hardware, nonostante, in sostanza, abbia collocato il medesimo os su tutti i sistemi proprietari. Però, attraverso Ubuntu, nel momento in cui la versione otto di Unity giungerà su pc, non verrà modificato l'os, ma sarà utilizzata la medesima piattaforma su entrambi gli hardware. E dato che sarà la medesima edizione di Unity ovunque, sarà proprio quest'ultimo a mostrarsi sufficientemente versatile per adattarsi alle diverse versioni dell'hardware su cui sarà montato. E c'è di più, Unity si rivelerà infatti capace di gestire tali funzionalità dal vivo, dato che, se sarà installata in un dispositivo tablet una tastiera, sarà immediatamente adottata l'interfaccia pc. L'intera gamma di applicazioni attive continueranno a rimanere tali, e, attraverso l'Ubuntu SDK, persino queste ultime si convertiranno all'immediato in applicazioni pc. Dunque la sigla Ubunt Touch poteva essere un'etichetta comoda da utilizzare in principio, ma ora è arrivato il momento di fare qualche precisazione.

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