Touch Design

Nuovi guanti touchscreen per gli astronauti della NASA

Ricordate quei libri di fantascienza in cui si ipotizzavano viaggi nello spazio non a scopo scientifico o di ricerca, come accade oggi, ma semplicemente a scopo turistico? Oggi sembra che quel futuro sia un po’ più vicino, visto che si sta già pensando a progettare delle tute spaziali che, oltre ad essere funzionali e a consentire la vita in assenza di aria e gravità, siano anche di design!

La notizia è stata data dalla NASA (National Aeronautics and Space Administration), l’ente aerospaziale statunitense, che ha anche mostrato le prime immagini di come apparirà la nuova tuta, la quale è stata creata appositamente per coloro che viaggeranno sui suoi nuovi Boeing Starliner. Gli Starliner sono delle speciali navicelle messe a punto dal programma di voli commerciali della NASA; questo programma ha lo scopo di espandere i viaggi nello spazio oltre i semplici confini governativi facendoli approdare anche nel settore privato. D’altro canto negli ultimi mesi questa possibilità si è fatta sempre più concreta, con il lancio di alcuni razzi sperimentali da parte di investitori privati che evidentemente vedono giù un business nel turismo intergalattico: basti citare SpaceX di Elon Musk, Blue Origin di Jeff Bezos and e Virgin Galactic di Richard Branson. Ovviamente, la tuta spaziale non è un accessorio di secondo piano, quando si progetta di fare una passeggiata tra le stelle. Secondo quanto ha affermato Richard Watson, manager NASA che si occupa nello specifico del settore delle tute spaziali, in realtà queste ultime dovrebbero risultare del tutto inutili durante un viaggio. Se tutto fila liscio e ogni cosa va come previsto, non ci dovrebbe essere nessun bisogno di indossarle; pure è necessario che ci siano, e che siano anche funzionali, esattamente come i paracadute che devono poter essere usati in caso di necessità. Per il momento l’efficacia delle nuove tute è stata testata all’interno del prototipo di uno Starliner, per verificarne il buon funzionamento, mentre l’utilizzo sperimentale vero e proprio avrà inizio nel 2018, sempre stando a quanto reso noto. Ma veniamo al punto e cerchiamo di capire in che cosa queste nuove tute sono diverse dai precedenti modelli. La prima importante caratteristica da sottolineare riguarda il loro peso. Se una tuta spaziale pesa normalmente almeno una ventina di chili, questa invece (in confronto) è leggerissima: solo nove chili. Un’altra consistente differenza dal punto di vista strutturale è rappresentata dal casco, che fa tutt’uno con la tuta stessa. Fino ad ora invece i caschi erano oggetti separati, da indossare a parte. Il casco è stato interamente riprogettato rispetto ai modelli attuali con auricolari, utili per comunicare con gli altri astronauti e con la base, molto più efficienti che in passato. In generale, la vestibilità della tuta garantisce a chi la indossa un maggiore comfort, visto che è confezionata con un materiale molto flessibile soprattutto alle ginocchia e sui gomiti. Ma forse l’aspetto più curioso di questa nuova tuta, che ne dimostra anche il lato commerciale, riguarda i guanti. I guanti infatti sono touchscreen: se fino ad ora chi indossava una tuta spaziale non poteva in alcun modo usare uno smartphone, adesso invece sarà possibile. Insomma, via libera ai selfie dallo spazio. Ad ogni modo, la caratteristica più interessante della tuta, in base a quanto dice l’astronauta Eric Boe, è che usa dei sistemi molto semplici, che sono di solito quelli più sicuri, in quanto quelli complessi tendono a rompersi con estrema facilità.

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