Touch Design

Vesti la tecnologia: Project Jacquard

Sempre più spesso, davanti alle innovazioni che vengono continuamente introdotte a livello tecnologico, ci sembra di essere stati proiettati direttamente in uno di quei film di fantascienza che fino a ieri non sembravano altro che fantasia. Oggi invece prendono sempre più l’aspetto e la consistenza di realtà tecnologie futuribili che potrebbero entrare, a breve, a far parte della nostra vita.

La direzione verso la quale si sta andando è quella di una tecnologia, per così dire, “invisibile”, ovvero talmente discreta, o talmente integrata con gli oggetti di cui facciamo uso quotidianamente, da non farsi nemmeno notare. Basti pensare agli occhiali smart, o ai nuovi watch digitali che danno la possibilità di controllare le funzioni vitali di chi li indossa. L’ultima frontiera di questo settore potrebbe essere messa a punto a breve. Per il momento è stato presentato un prototipo, ma, a detta di chi lo ha visto e provato, decisamente funzionale. “Project jacquard” è stato inaugurato da Google: il colosso di Mountain View è di certo tra le aziende più lanciate nella sperimentazione, e stavolta potrebbe aver aperto una porta davvero rivoluzionaria. In sostanza, si è messo a punto un reticolo di fili, cavi e sensori che assomiglia alla trama di un tessuto, e che ai tessuti può essere integrato. Ovvero, il touchpad dello smartphone potrebbe essere qualcosa che abbiamo indosso. Inserendo questo straordinario tappetino – sensore in una manica della camicia, nel bracciolo di una poltrona, o nel taschino della giacca, sarà possibile usare questi comuni indumenti per avviare un’app, rispondere ad una chiamata, o al posto del mouse. Fantascienza? Affatto. L’unico ostacolo da superare per ora è la flessibilità, perché a quanto pare il Project Jacquard non si adatta ancora molto bene a tessuti curvi (come un paio di pantaloni, ad esempio); ma per il resto, la ventilata partnership con la ditta Levi’s, leader della produzione di capi in jeans, fa capire come questo progetto sia già ad un buon punto della sua definitiva realizzazione. Project Jacquard quindi, si diceva, ottempera alla necessità di avere una tecnologia discreta e invisibile, ma anche e soprattutto “wearable”, ossia che si possono indossare. E se si teme che un simile tessuto tecnologico sia scomodo, ci si sbaglia di grosso. Anche in questo caso, chi lo ha sperimentato ha assicurato che si sente solo un lieve rilievo rispetto alla trama di un tessuto tradizionale. Google, insomma, sembrerebbe aver fatto centro anche questa volta. Il mercato dei dispositivi wearable ha infatti conosciuto una crescita costante negli ultimi mesi, e le previsioni sono ancora più rosee: si prevede infatti che nel 2016 le unità vendute saliranno a 45 milioni, e che nei tre anni seguenti, entro il 2020, potrebbero arrivare a 126 milioni. L’idea di poter controllare i propri devices tecnologici semplicemente sfiorando qualcosa che si ha addosso è sicuramente allettante per molti utenti, e non solo per quelli che vogliono sempre essere aggiornati con le ultime novità del settore. Di certo, la vita potrebbe subire un cambiamento notevole, visto che dispostivi come smartphone o tablet sono diventati fondamentali per la gestione della vita quotidiana, tanto privata che lavorativa. Di certo nei prossimi mesi si avranno degli aggiornamenti sul Project Jacquard di Google, e chissà che non arrivi anche a sfilare in passerella. Nel frattempo si dovranno continuare ad usare metodi più tradizionali, come touchpad e trackball, che comunque svolgono egregiamente la propria funzione.

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