Touch Design

Project Sistine: come trasformare lo schermo del Mac in un touchscreen

La questione degli schermi touch applicati anche ai normali computer laptop è in discussione da qualche anno ormai e non sembra essere giunta ad una definitiva soluzione. Per il momento sembra che le persone continuino a preferire l’uso di una tastiera fisica, per quanto ci sia chi ipotizza che prima o poi le keyboard scompariranno e che tutto diventerà “touch”.

Per il momento, però, non è così, e i progetti più spinti in tal senso, come Microsoft Surface, non hanno avuto un grande successo. Anche in casa Apple sono stati fatti tanti tentativi di trasformare lo schermo del Mac in un touchscreen, sotto lo stimolo di una fetta di utenza che richiedeva questo tipo di servizio. In commercio, infatti, si possono trovare vari dispositivi che, se applicati al computer, possono leggere il tocco del dito sullo schermo attraverso un sistema di mappatura e reticolazione trasformandone, di fatto, lo schermo in un touch. L’ultimo dispositivo che è stato messo a punto in tal senso ha un nome curioso e anche un funzionamento un po’ diverso rispetto alla norma. La denominazione che è stata scelta per lui dai suoi creatori è piuttosto ambiziosa: si chiama infatti “Project Sistine”, progetto Sistina, in riferimento alla cappella affrescata da Michelangelo. Perché questa scelta? Il fulcro dell’imponente affresco è il tocco di Dio, il punto in cui il dito del creatore si unisce a quello di Adamo per infondergli la vita. Un po’ più prosaicamente, lo strumento messo a punto dai tre giovani programmatori Kewin Kwok, Guillermo Webster e Logan Engstrom fa più o meno lo stesso, ovvero trasforma lo schermo del Mac in un touch attraverso il semplice sfioramento del polpastrello, e non necessariamente il suo tocco. La cosa più stupefacente è che uno strumento così straordinario è stato messo a punto in pochissimo tempo (appena 16 ore di lavoro) e solo un dollaro di materiali! Come hanno spiegato gli stessi creatori, il principio di base che sta dietro Progetto Sistina è molto semplice. Quando si osserva una superficie liscia essa appare lucida, e si può capire se un dito la sta toccando o meno solo osservando il suo riflesso. Così, alla webcam incorporata nel Mac è stato applicato un piccolo specchio, che formasse con la camera un angolo acuto e che quindi permettesse di riprendere lo schermo stesso. In questo modo la webcam può riprendere le dita che si avvicinano allo schermo, e queste immagini possono essere trasformate in altrettanti input per far eseguire il comando selezionato dall’utente. L’hardware di Project Sistine, dunque, non è altro che uno specchietto incollato su un supporto rigido con della colla a caldo, e poi fissato sulla cima dello schermo del Mac: solo un dollaro di materiali! Ovviamente, in seguito i tre ricercatori hanno dovuto mettere a punto il software, studiando un algoritmo che fosse in grado di rilevare l’immagine del dito sullo schermo. Una volta tracciato il dito dell’utente, è stato necessario convertire le coordinate rese dalla web cam con coordinate da impartire allo schermo. In questo modo, usando Project Sistine, è possibile muovere il dito sullo schermo proprio come se fosse il mouse, spostandosi da una parte all’altra o tracciando dei segni. Naturalmente tutto questo per ora non è che un prototipo, ma se venisse sviluppato potrebbe diventare il modo più economico per tramutare uno schermo qualunque in uno schermo touch.

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