Touch Design

Arriva lo schermo touch per Raspberry Pi

Il Raspberry Pi è un dispositivo molto innovativo, che è stato messo a punto dalla fondazione omonima, che ha sede nel Regno Unito e che ha voluto realizzarlo al fine di incentivare gli studi di programmazione e di informatica tra le giovani generazioni. Si tratta di una scheda madre dal costo molto basso, appena una trentina di euro, che però presenta tutte le caratteristiche di un computer fatto e finito.

Dopo molti mesi in cui ne era stata annunciata la messa a punto, nel mese di settembre 2015 finalmente la fondazione Raspberry ha immesso sul mercato anche il primo touchscreen dedicato al suo dispositivo. Precedentemente, l’unico modo per utilizzare il Raspberry Pi era quello di usare un monitor esterno da collegare alla scheda tramite un cavo di connessione HDMI. Questa soluzione, però, non era molto pratica, e soprattutto non consentiva di usare la scheda in mobilità. Così, si è pensato di progettare un piccolo schermo portatile che funzionasse sui presupposti della tecnologia touch: in questo modo si può dire a tutti gli effetti che il Raspberry Pi si trasforma in un tablet. Le dimensioni del monitor sono di sette pollici, ha una risoluzione di 800x480 pixels ed un angolo di visione di 70 gradi. Il touchscreen è del più moderno tipo capacitivo, con una sensibilità di dieci punti. Per alimentare lo schermo è necessario un cavo micro USB; in alternativa si può usare l’alimentazione della scheda Raspberry Pi, o due jumper da 5 Volt di massa. Il modo di collegarlo con la scheda madre è attraverso quattro viti, dunque il fissaggio è molto stabile. Per effettuare poi il collegamento effettivo tra i dispositivi, e non solo fisico, è necessario inserire una scheda di conversione capace di trasformare il segnale DPI (Display Parallel Interface) in quello DSI (Display serial interface). La messa a punto del touchscreen Raspberry è stata molto più lunga e complessa del previsto proprio per questo aspetto. La sua immissione sul mercato era già stata annunciata due anni fa, e le tempistiche previste erano di soli sei mesi. Nel corso della progettazione però si sono riscontrati diversi problemi tecnici proprio relativamente alla conversione del segnale e quindi alla connessione tra scheda e schermo. Infatti, dal punto di vista strutturale il segnale DSI è migliore, ma non è stato possibile installarlo direttamente per via del fatto che le schede Raspberry non hanno una vita molto lunga, e il DSI le avrebbe consumate troppo in fretta. Per questo motivo, si è deciso di ovviare creando un cosiddetto “bridge”, ovvero un ponte di transizione tra i due diversi tipi di segnale. Una volta fatta la connessione materiale tra scheda e schermo, per far si che i dispositivi si riconoscano tra di loro è necessario utilizzare la serie di comandi sudo apt-get update, sudo apt-get upgrade e sudo reboot. Se si usa il cavo HDMI, è necessario modificare il file di configurazione. Se si vogliono usare entrambe le modalità di connessione, è necessario installare un software che consenta di poter scegliere tra i due input, quello primario e quello secondario. Il touchscreen Raspberry ha in costo di poco più di 50 dollari, ed è compatibile con tutte le diverse versioni di Raspberry Pi, ovvero con Raspberry Pi 2 Model B, Raspberry Pi Model A+ e Raspberry Pi Model B+.

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