Touch Design

Touch screen anti riflesso grazie agli occhi delle falene

Il touch screen è una tecnologia di cui ormai non possiamo più fare a meno e che si suppone in futuro troverà un impiego sempre più vasto. Attualmente lo sperimentiamo sui nostri smartphone, su tablet e smartwatch, ma si sta diffondendo sempre di più anche per controllare le impostazioni di elettrodomestici e altri oggetti di uso quotidiano. Con l’avvento dell’IoT (Internet of Things) il touchscreen entrerà sempre più a far parte delle nostre vite.

Questo è il motivo per il quale studiosi e ricercatori continuano a voler migliorare la tecnologia touch, che già dai primi tempi ha fatto passi da gigante. I primi schermi erano detti “resistivi” ed erano formati da due strati dotati di resistenza elettrica che, entrando in contatto, trasformavano l’input dato dall’utente nell’azione desiderata. Poi sono arrivati gli schermi “capacitivi”, quelli che attualmente sono i più impiegati negli smartphone, i quali funzionano con un unico strato che sfrutta i diversi livelli di tensione elettrica. In pratica sullo schermo si trova una sorta di “griglia” di elettrodi capaci di individuare il tocco del dito. Il tocco del dito umano fa variare la carica elettrica e dà l’avvio al comando. Ciò accade perché il corpo umano contiene acqua, che è un ottimo conduttore di elettricità. Questo è anche il motivo per cui però molti schermi “impazzivano” se si bagnavano in modo accidentale con una gocciolina di pioggia o di sudore. Anche quel tocco accidentale veniva interpretato come un comando. Per ovviare a questa problematica i ricercatori si sono messi subito al lavoro e hanno messo a punto una variante dello schermo capacitivo, detto “self capacitance”, che non individua la goccia d’acqua come un tocco e quindi impedisce azioni indesiderate. Ma questo non è l’unico “bug” che gli schermi touch presentano: un altro molto fastidioso è il riflesso. Capita spesso che, quando si usa lo smartphone all’aperto, il riflesso della luce solare impedisca una corretta visione di quello che stiamo visualizzando. Così in commercio sono state immesse delle pellicole protettive che servono ad opacizzare un po’ lo schermo, ma che presentano altri problemi, ad esempio una minore sensibilità del touch. Di recente però è stata fatta una scoperta che in futuro potrebbe rivoluzionare anche questo aspetto dei touchscreen. Un gruppo internazionale di ricerca formato da scienziati della University of Central Florida e della National Taiwan University hanno scoperto che in natura esiste una struttura che, venendo applicata agli schermi touch, potrebbe eliminare il fastidioso riflesso. Si tratta della pellicola che ricopre gli occhi delle falene. Le falene sono farfalle notturne che per difendersi dai predatori hanno bisogno di una vista eccellente anche al buio. I loro occhi sono così ricoperti da una nano struttura che elimina i riflessi, e che è stata replicata per poter essere applicata anche sugli schermi touch. In effetti l’esperimento ha dato un risultato molto soddisfacente. Sullo schermo touch è stato applicato uno strato di nano particelle di biossido di silicio e si è scoperto che la sua lettura risulta quattro volte più semplice alla luce, e ben dieci volte più chiara al buio. Non solo: pare che questo strato offra anche una protezione dallo sporco e della impronte digitali,che invece normalmente restano impresse in modo fastidioso sulle normali pellicole protettive usate per gli smartphone. Il nuovo touchscreen antiriflesso non è che un prototipo per il momento, e gli studiosi cercheranno soprattutto di allungarne la vita permettendogli di durare più a lungo rispetto alla sua resistenza attuale.

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