Touch Design

Touchscreen, bambini e sonno

I dispositivi touchscreen sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana e non ci sarebbe più modo di farne a meno, tante e tali sono le applicazioni che hanno anche in ambito lavorativo e casalingo. C’è quindi un aspetto che ha bisogno di essere chiarito, e che molti studi stanno cercando di affrontare. Essendo un fenomeno nuovo ancora non si hanno molti dati a disposizione, ma questo non ferma la comunità scientifica che è ben decisa a dare una risposta ad un quesito molto importate. È opportuno o meno dare in mano ad un bambino molto piccolo un dispositivo touchscreen?

Le risposte che sono state date fino a questo punto sono discordanti e non permettono di farsi una chiara idea complessiva, anche perché gli aspetti che sono stati considerati di volta in volta sono parziali e sarà necessario metterli tutti insieme per poter avere un quadro generale. L’ultimo studio in ordine di tempo che è andato ad arricchire la letteratura in materia è stato svolto da un team di ricercatori della Birkbeck Univesity of London, i cui risultati sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica “Scientific Reports”. A capo della ricerca c’era il professore Tim Smith, il quale è partito dai dati raccolti a scopo statistico che affermano che nel Regno Unito l’86% delle famiglie nel 2016 aveva avuto accesso ad internet usando per lo più dispositivi touch. Su questa base si è sviluppata la ricerca, che ha coinvolto con un sondaggio on line 715 genitori di bambini la cui età era compresa tra i 6 e i 36 mesi di vita, quindi tutti in età prescolare. In particolar modo le domande sottoposte ai genitori vertevano sul sonno dei bambini, al fine di verificare quanto l’uso dello schermo touch potesse influire sul ritmo circadiano dei piccoli. Alla fine del periodo di osservazione, che è durato dal giugno 2015 fino al marzo 2016, si è potuto constatare che all’interno del campione considerato c’era un nutrito 75% che faceva usare il touchscreen ai proprio figli ogni giorno. Per la fascia di età compresa tra 25 e 36 mesi la percentuale addirittura saliva ad oltre il 90%. Si è però verificato che i bambini che usavano di più il tablet o lo smartphone erano anche quelli che dormivano di meno. Nello specifico, per ogni ora passata usando lo schermo touch il bimbo dormiva circa mezz’ora in meno la notte ma una decina di minuti in più durante il giorno. A conti fatti, ogni bimbo che usa uno schermo touch in modo intensivo perde oltre 20 minuti di sonno giornaliero. Inoltre si è anche trovata una correlazione tra l’uso degli schermi touch e la difficoltà a prendere sonno dei piccoli. Viceversa, non sembra che il numero di volte in cui un bambino si sveglia durante la notte abbia alcuna correlazione con l’uso dei touchscreen. Il dato che è stato rilevato è purtroppo preoccupante, poiché dormire correttamente è di fondamentale importanza per lo sviluppo cognitivo e fisico dei bambini in fase di crescita. Il professor Smith ha però mitigato i risultati dicendo che altri studi hanno anche provato come l’uso degli schermi touch riesca a sviluppare delle precoci funzionalità motorie nei bambini, visto che propone un’interazione attiva e non passiva, come accade invece con la televisione. Dunque restano ancora molti aspetti da esplorare prima di decidere se sia opportuno o meno lasciare in mano ai nostri figli tablet e telefonini touch.

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