Touch Design

Touchscreen: davvero fanno dormire di meno?

I dispositivi touch fanno ormai parte della nostra vita quotidiana e non se ne potrebbe più fare a meno. Però è anche vero che il loro impiego massiccio è avvenuto in tempi relativamente brevi, tanto che forse non si è avuta la possibilità di analizzarne le possibili conseguenze in modo approfondito.

Uno dei temi che più appassionano i commentatori è quello relativo all’opportunità o meno di far usare smartphone tablet ai bambini piccoli. I detrattori dicono che essi siano nocivi, se utilizzati fin dalla più tenera età, altri dicono al contrario che questi strumenti possono essere utili a sviluppare capacità cognitive un tempo inusitate. La verità, probabilmente e come sempre, sta nel mezzo. Comunque, man mano che ci si interessa di più a queste problematiche, emergono nuovi dati che possono essere utili a tracciare un quadro complessivo più esaustivo. Il fatto che i bambini usino device con schermo touch, d’altro canto, è ormai una realtà: anche bimbi molto piccoli vedono i propri genitori con tablet e smartphone in mano e finiscono rapidamente per emularli. Anzi, con l’intuitività che è tipica di una mente giovane, spesso diventano anche più bravi di mamma e papà, dando prova di una manualità davvero invidiabile. Ma c’è un dubbio che da tempo assilla la comunità scientifica. Questo uso massiccio di tecnologia non potrebbe in qualche modo influenzare il sonno dei piccini? Dormire un numero adeguato di ore è importante per tutti, ma in particolar modo per i bambini, perché da quante ore dormono dipende il loro corretto sviluppo cognitivo. Così la Birkbeck University of London ha promosso uno studio, diretto dal professor Tim Smith, per cercare di capire come stanno le cose nel Regno Unito. Lo studio è stato condotto su un campione di 715 famiglie a cui è stato proposto un questionario da compilare quotidianamente on line. In sostanza ai genitori è stato chiesto di monitorare le ore di sonno e veglia diurne e notturne dei figli, e il tempo trascorso usando dispositivi touchscreen. I risultati della ricerca sono poi stati pubblicati sulla rivista “Scientific Reports”, ed ecco cosa è emerso. In media il 75% dei bambini di età compresa tra 6 mesi e tre anni fa utilizzo di tablet o smartphone, e oltre il 90% dei bambini con età compresa tra 25 e 36 mesi. Cala la percentuale dei bambini “tecnologici” tra i 6 e gli 11 mesi. Considerando questo, è emerso anche che per ogni ora in cui i bambini usano un dispositivo connesso ad internet perdono 26,4 minuti di sonno notturno ma aumentano di 10, 8 minuti il sonno diurno. Nel complesso però dormono un quarto d’ora circa in meno rispetto a chi non usa dispositivi touch. Il motivo per cui questo accade non è ben chiaro. Alcuni dicono che si leghi alla luce led che influenza il ritmo cardiaco, altri che invece l’uso dello schermo touch crei iperattività e quindi difficoltà a prendere sonno. Tim Smith tiene a precisare che comunque non è stato identificato alcun nesso preciso tra l’uso degli schermi touch e la perdita di sonno, che potrebbe essere addebitata ad altre attività svolte dal piccolo, e che non è nemmeno provato scientificamente che questa perdita di sonno possa causare danni. Quello che è certo è che ci sono tante cose che non sappiamo, e che sarebbe sempre bene usare con parsimonia e avvedutezza gli strumenti che abbiamo e di cui non conosciamo tutte le conseguenze.

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